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Ambiente e natura


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Le Vallette di Ostellato, residuo delle Valli del Mezzano bonificate negli anni 50, hanno una estensione di 150 ettari, caratterizzata da una serie di stagni e acquitrini compresi in una lingua di terra lunga circa 10 chilometri, delimitata dal canale Circondariale Bando-Valle Lepri e dal canale Navigabile Ferrara-Comacchio, che ne costituiscono i confini naturali. Queste valli di acqua dolce sono preziose aree di riproduzione, di passo, di svernamento e di alimentazione per moltissime specie di uccelli, ma non solo. Lungo il percorso dell’Oasi, possono essere riconosciute quattro valli principali: Valle San Camillo, Valle Fossa, Valle Fornace e valle San Zagno. 
È chiaro che un ecosistema così particolare è costituito in prevalenza da essenze vegetali altrettanto caratteristiche: salici bianchi e tamerici rosa crescono rigogliosi sulle rive, quasi a contatto con l’acqua; appena più scostati si trovano pioppi bianchi, olmi e frassini che lasciano poi spazio a qualche Farnia nelle zone più distanti dall’acqua, dove troviamo un terreno maggiormente consolidato e poco più asciutto. Una ricca abbondanza arbustiva caratterizza le sponde: rovi, biancospini e prugnoli sono il luogo ideale per la vita di passeriformi quali: merli, passeri, pettirossi, capinere, che ne apprezzano le bacche e la possibilità di rifugiarvisi in caso di pericolo. Alcune specie vi costruiscono il nido, come ad esempio scriccioli; mentre gli arbusti di Sambuco e Corniolo sanguinello sono un supporto ideale per i nidi di alcune specie di ardeidi, come l’Airone cenerino, la Garzetta, la Nitticora. Fondamentale è la presenza del canneto formato da Cannuccia palustre, Tifa, Giunco fiorito e Carice.


L’oasi è particolarmente importante dal punto di vista ambientale, in quanto rappresenta una delle poche vaste aree d’acqua dolce d’Italia; infatti, se lasciati libere di evolversi naturalmente, gli stagni si trasformano gradualmente in zone umide prative e successivamente arbustive e boschive, a discapito della vegetazione acquatica e palustre che tende a scomparire. Ecco perché anche le Valli di Ostellato sono sottoposte alla Convenzione Internazione di Ramsar, che prevede la protezione e la conservazione delle zone umide del mondo.

 


Foto di Mauro Bigoni 

Foto di Mauro Bigoni  

 

 

 

 

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