Nel numero speciale della rivista Economia della Cultura (Il Mulino), dedicato al modello cooperativo, è stato pubblicato un contributo di Massimo Gottifredi, Presidente di Atlantide, dal titolo “Reti territoriali ibride e dal basso. Il ruolo della vocazione culturale nei processi di sviluppo locale”.

L’articolo parte da una constatazione sempre più evidente: oggi i territori sono attraversati da fragilità sociali, ambientali ed economiche, ma allo stesso tempo sono luoghi in cui nascono nuove energie, forme di partecipazione e pratiche collaborative. In questo contesto, non basta più lavorare per singoli progetti: serve costruire relazioni durature tra soggetti diversi, capaci di generare valore nel tempo.

È qui che entrano in gioco le cosiddette reti territoriali ibride, sistemi in cui istituzioni pubbliche, cooperative, imprese, associazioni e cittadini collaborano superando differenze di linguaggi e obiettivi. La cooperazione, in questa prospettiva, non è solo un modello organizzativo, ma un modo di stare nei territori, basato su responsabilità condivisa e fiducia reciproca.

Al centro di questo processo c’è la cultura, intesa non come semplice offerta di eventi, ma come ciò che rende un territorio riconoscibile: storie, relazioni, identità. Una vera e propria “infrastruttura invisibile” che permette di costruire connessioni e visioni comuni.

“La cultura non è un elemento accessorio, ma il linguaggio che permette a soggetti diversi di riconoscersi e collaborare, trasformando il territorio in un sistema vivo di relazioni”, sottolinea Massimo Gottifredi.

Questo approccio porta a superare la logica della governance per avvicinarsi a quella della co-produzione, in cui cittadini, istituzioni e organizzazioni diventano co-autori dei processi di sviluppo. Anche il turismo, in questo scenario, cambia prospettiva: da semplice consumo di luoghi a esperienza autentica, costruita insieme alle comunità.

Il contributo si inserisce in un dibattito più ampio sulle politiche di sviluppo locale, ma riflette anche un’esperienza concreta. Per Atlantide, lavorare nei territori significa ogni giorno costruire connessioni e accompagnare processi che mettono al centro cultura, cooperazione e comunità.